La Nemesi dei Paolini
Scrive Famiglia cristiana: “Viene subito in mente la Nemesi. Tu, Berlusconi, delle donne ti sei servito, e in malo modo; le stesse donne faranno giustizia”. Poco dopo la notizia che il processo per rito immediato a Silvio Berlusconi era stato fissato per il 6 aprile, il sito della rivista dei paolini aveva già vomitato la sua sentenza, pescando le parole in un inconscio un po’ disturbato, dal punto di vista del catechismo, che invece di innalzarsi ai Novissimi – morte, giudizio, inferno e paradiso – si infila nei gorghi della giustizia-vendetta. Leggi Lasciamo dormire le Erinni
5 AGO 20

La nemesi al posto della giustizia. Nel lapsus linguistico e giuridico di Giorgio Vecchiato, stella di quella congrega di rancorosi vecchietti che sono gli editorialisti del settimanale dei Paolini, c’è tutto il peggio di un certo mondo cattolico. C’è la rivelazione, per chi non conoscesse da decenni i giacobini in tonaca di Famiglia Cristiana e gli onesti clericali nipotini di padre Sorge, di un modo di pensare che in teologia ha subordinato tutto a un’astratta morale; che in politica ha sostituito la moderazione del giudizio con un ossequio giacobino, da Costituzione civile del clero, alla dittatura della legalità, versione pm di Milano. E, nella pastorale, ha fatto dell’antiberlusconismo l’unico orizzonte ideale.
La stessa cultura che a Vito Mancuso, all’“Infedele”, ha fatto dire che lo stile di vita del Cav. è un male di cui ci si deve liberare per la “salute mentale dei nostri giovani”. Conclude Vecchiato: “Davvero aspettiamo giustizia. Anzi Giustizia, con la maiuscola”. Almeno, ricordarsi che la Giustizia con la maiuscola, per le famiglie cristiane, è solo quella divina.